Carletto Romeo
Mondiali 2026: siamo rimasti… a piedi

Mondiali 2026: siamo rimasti… a piedi
Addì 11 giugno, anno del Signore 2026.
Come fu, come non fu, siamo arrivati alla data di apertura della nuova edizione dei Mondiali di Calcio targati FIFA, la vecchia Coppa Rimet.
Che nostalgia della vecchia coppa Coppa Rimet!
Ci si chiede, a 4 anni di distanza, come sia cambiato il mondo in questo lasso di tempo.
4 anni non sono molti, ma non sono nemmeno pochi!
L’Italia, la nostra nazionale di calcio, per la terza volta consecutiva non è presente e la cosa ci dispiace alquanto.
Cosa sia successo, lo sappiamo benissimo o, forse, non lo abbiamo ancora ben capito!
Quello che sappiamo bene è che la salute del calcio italiano è veramente ai minimi storici.
MA… non facciamoci del male e, guardiamo oltre, magari a casa altrui o, meglio, analizziamo il mondo intero, oggi a 4 anni di distanza da quel lontano 2022, anno dei mondiali post covid, “pari mai, arrassu i tutti“.
Il 2026 ci regala un mondo di pazzi, responsabili di guerre a destra e sinistra.
Ci sarebbe tanto piaciuto non dover constatare come oggi, data di inizio dei Mondiali, due delle squadre in lizza, Iran e Stati Uniti, si ritrovino a combattersi e non sul rettangolo di gioco.
Ci troviamo a registrare quasi 100 mila morti a Gaza, nel Libano e in Cisgiordania.
Ci ritroviamo una guerra in Ucraina che nessuno vuole e che tutti però combattono.
Insomma…
Parliamo di calcio…
Almeno proviamoci!
Ma, prima del calcio giocato, come non parlare delle procedure di “accoglienza” degli Stati Uniti, uno dei tre paesi ospitanti.
Ridiamo o piangiamo nel vedere misure estreme di controllo e “storture” (termine mio) come la brutta vicenda dell’arbitro somalo, arrestato prima e poi espulso e non ammesso ai mondiali, il cui unico delitto è stato… una omonimia con un sedicente terrorista.
Continuo? Chiediamo magari a qualcuno di nostra conoscenza cosa abbia dovuto subire per essere ammesso?
Fabio Cannavaro, per esempio, allenatore dell’Uzbekistan, con tanto di perquisizione accurata e cani antidroga a New York.
O Kevin De Bruyne, l’asso del Napoli e della Nazionale belga, la cui perquisizione resterà nella storia, manco avesse dei bazooka al posto dei piedi! O forse si?!
L’inizio di questi mondiali a trazione nordamericana non è quello che ci aspettavamo.
Ma l’inizio è sempre… l’inizio!
Cosa voglio dire?
Dico che è un momento che ritorna ogni 4 anni e che ci ricorda anche come scorra il tempo e, forse ancor di più, ci rammenta come eravamo, con chi eravamo e che stavamo facendo…
Esempio?
Nel ’78 in Argentina, la mia prima Nazionale, coi miei Causio, Benetti e Bettega… ero a letto a rodere per non poterla vedere, visto il fuso orario, e soprattutto perché all’indomani c’erano gli esami di quinta elementare.
Nell ’82 in Spagna… no quello è meglio non ricordarlo, farebbe troppo male! BENE! MALE!
Nell’86 in Messico, ops ancora in Messico come oggi, ero alle prese con gli esami di maturità e con un Vialli rasato.
Nel 90… notti magiche, e le serate di festa al mare a Siderno e forse una delle più belle “Italie” di sempre, con Totò Schillaci, i suoi goals e gli occhi “spiritati”. <3
Del 94, non ne voglio parlare visto quell’arrogante e antipatico di Sacchi… pensa che tifavo Nigeria, e “ccc’io le prove”.
Nel 98, mondiali in Francia, vinti dai francesi e… tanto mal d’amore…
Nel 2002, i mondiali di Corea e Giappone, con Italia di “Tttrrappattone” buttata fuori da un arbitro impazzito… ed io? Che combinavo nel 2002?
Nel 2006… forse l’anno più bello per la nostra generazione, con la vittoria di Lippi e la sua “bella compagnia”…
Nel 2010, in Sudafrica, sconfitta contro la Slovacchia. “O focu chi mi vinni”… io affondai il dispiacere con una doppia razione di windsurf in solitario…
Infine nel 2014, in Brasile, ultima partecipazione per l’Italia di Cesarone Prandelli, con tanto di eliminazione storica già nella fase a gironi… ed io “ad inseguire Sposi e Sposini”
Da allora niente Mondiali di calcio per il popolo italiano!!!
Nessun mondiale per 12 anni di fila!
Nessun appuntamento per amici e famiglie che, per un mese intero, stavano insieme a casa o fuori, grazie alla Nazionale.
Si la Nazionale come collante sociale… riusciva a tenere insieme famiglie intere, amici e nemici, tifosi e non…
Nessuno mai come la Nazionale di calcio…
Te ne dico solo una delle tante: 11 luglio 1982… ore 21… finale a Madrid del Mondiale di Spagna… Italia-Germania… a casa mia, mai prima di allora si era vista una partita di calcio insieme… mai… solo quella sera, complice il compleanno della Rosetta, tutti li ammutoliti ad ascoltare Nando Martellini… tutti rapiti da Paolo Rossi, Marco Tardelli, Dino Zoff, Enzo Bearzot e… il presidente Sandro Pertini…
tutti a festeggiare… una unità che come popolo, identità, tradizioni e colore, spesso dimentichiamo…
Che bello!
E ora?
Oggi?
Oggi siamo rimasti a piedi…
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