Fuga per la vittoria

Correva l’anno 1944 ed eravamo rinchiusi nel supercarcere nazista di Berlino… la situazione non era di certo bellissima, ma avevamo il nostro pallone di cuoio per allenarci e… la forza della passione per il football ci faceva dimenticare tutto il resto.

Tra di noi Micheal Caine era quello che dirigeva un po’ la situazione: da giocatore professionista nel West Ham e da nazionale inglese, aveva l’esperienza per farlo e per insegnare a chi invece non era così bravo.
Unico caso clinico era quel “broccolo” americano di Sylvester Stallone: lui era proprio un caso disperato! Non conosceva le regole del calcio, era scoordinato nei movimenti e dimostrava anche una certa difficoltà a capire ciò che l’allenatore gli chiedeva.

Ovviamente, calcio a parte, la nostra più grande aspirazione era… riuscire a fuggire dalla prigione e, magari con una idea geniale, ci saremmo riusciti tutti insieme.

Un bel giorno, passava dal nostro campetto un colonnello tedesco, Max Von Sidow che, da esperto di calcio quale era, in cuor suo nutriva ammirazione per tutta la nostra squadra. Fu proprio quel giorno che parlando con Micheal Caine arrivò la proposta di una sfida che mettesse tutti i calciatori prigionieri contro la fortissima compagine tetesska.

Caine, da bravo organizzatore però, riusci a contrattare un bell’aumento sulle nostre razioni di rancio giornaliero: con quello che ci davano da mangiare gli sturmtruppen, non avremmo avuto nemmeno una chance, che dico, non avremmo retto nemmeno 10 minuti di partita “pa’ debulezza”.
Fu così che salame di casa piccante, formaggio pecorino, sanguinaccio di maiale nero calabrese e per dolce sgute e nocatole entrarono di diritto nella nostra dieta giornaliera, consentendoci di acquistare massa muscolare e peso forma nei 15 giorni successivi in preparazione della sfida.

La sfortuna però ci aveva tolto il portiere titolare e, il genio di Caine reinventò di sana pianta il ruolo per il broccolone americano. Figurarsi quanto dovette fare per convincerlo… quello era una testa dura peggio di un mulo sardo!

Si vocifera che ci riuscì solo dopo avergli promesso una fornitura per 2 mesi di… caciocavallo (pare che il futuro Rocky-Rambo-Cobra ne fosse ghiotto).
Tra un allenamento ed un “arrusti e mangia” serale, avevamo anche il tempo e la “libertà” di preparare il piano per la fuga.

Io ho dimenticato di dirti che ero Edson Arantes do Nascimiento, detto volgarmente Pelé e, inutile sottolinearlo, tutta la squadra mi trattava da idolo visto che con i miei numeri con la palla potevo far vincere chiunque, broccoli compresi!

Alla fine arrivò il gran giorno della partita: eravamo scesi in campo un po’ timorosi, i tedeschi erano bravi ma anche molto aiutati dalla terna arbitrale che era “casalinga”. Alla fine del primo tempo eravamo sotto sia come goal che come ossa rotte e, giusto negli spogliatoi, ecco l’idea geniale per la fuga!

Avremmo fatto uno scasso nella vasca jacuzzi degli spogliatoi e via… ma qualcuno era contrario, avrebbe voluto tornare in campo per dimostrare ai tedeschi quello che valeva il nostro calcio e il nostro fair- play.

Io avevo già subito l’infortunio alla spalla e nonostante ciò, convinsi tutti a tornare in campo promettendo la vittoria. Non sapevo nemmeno io come avremmo fatto, ma il miracolo avvenne: anche con una spalla disossata feci un paio di magie e… stavo per fare la rovesciata che ci avrebbe dato il goal della vittoria contro quei brutti ceffi dei tedeschi… quando ad un certo punto sentimmo un boato!

Era sbucato Steve Mc Queen a bordo della sua scassatissima motocicletta… aveva sbagliato scena del film e mi aveva rovinato la rovesciata, poiché io stavo ancora aspettando in aria il pallone… allora tutti contro il povero Steve:

il regista perché aveva rotto tutto il set di scena… i tedeschi “incazzati” come delle “bisc(i)e” perché non aveva usato il casco e gli occhialoni e ciò è “dtisedtucativo per i bpambpini”… ed io perché a stare tanto sospeso in aria a fare sforbiciate o goal da cineteca alla fine mi annoio!

Ma, sorpresa delle sorprese, una volta catturato il nostro buon Steve Mc Queen… eccolo spogliarsi del costume di scena, togliere la maschera dal volto e… rivelarsi a tutti noi…

Era Cocco Bill che, con il suo sorrisetto antinazista, mi si avvicina per ricordarmi che oggi avevo l’appuntamento su Italianaradio con:
IL RITORNO DI COCCO BILL
Starring: Cocco Bill
Co-starring: Ragno di mare
Co-co-starring: Gino Bagnino
Con la partecipazione straordinaria di: Kurli Bobo, Gionni Festula e Nat Grasian
e con in ordine di apparizione: John Wayne, John Bon Jovi, John Mc Enroe, John Grisham, John Paul Young, Giovanni da Verrazzano e John Jellybean Benitez
soggetto e sceneggiatura di: John Jembo per gli amici “massaro”
regia: Cocco Bill

Siderno, Calabria, Sud del Mondo, 25 marzo 2006


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Carletto Romeo
Presentatore radiofonico e televisivo, attore tv, cinema, teatro. Blogger e webmaster "autodidatta". Scrittore... da sempre! Ma non l'ha mai detto "pubblicamente" a nessuno! E... Mi raccomando! Anche tu che stai leggendo, non lo fare!

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