Meta e Facebook in causa in GB

Nuovi guai per il colosso di Mark Zuckemberg per una Class Action nel Regno Unito.

Meta e Facebook in causa in GB


Nuovi guai per Meta, la società di Mark Zuckerberg

Gravissima accusa mossa al colosso guidato da Mark Zuckerberg, la società Meta di cui fa parte anche Facebook, Instagram e Whatsup.

Una vera e propria Class Action mossa dall’avvocato Liza Lovdahl Gormsen dello studio Quinn Emanuel Urquhart & Sullivan, che riguarda tutti i 44 milioni di cittadini del Regno Unito che hanno usato il social network, almeno una volta dal 2015 al 2019.

Molti non sanno che i grandi introiti del colosso mondiale derivano dai dati che le persone condividono con la società. Esattamente il 98% dei ricavi di Meta proviene dai suoi inserzionisti (le aziende che fanno pubblicità), i quali hanno un vantaggio importante nel poter indirizzare i propri annunci in maniera specifica e mirata, proprio grazie alla “profilazione” offerta dall’azienda.

In poche parole, Meta acquisisce i nostri dati e li mette a disposizione del mondo della pubblicità.

Su questo preciso passaggio si basa la grave accusa mossa dall’avvocato inglese Lovdahl Gormsen: “Meta sta sfruttando gli utenti prendendo i loro dati personali senza compensarli adeguatamente per averli presi, senza informarli in modo preciso e creando in questo modo un rapporto sproporzionato con gli stessi utenti”

Se ritenuto colpevole, Meta rischia di pagare 2,3 miliardi di sterline (3,2 miliardi di dollari).

La legge violata è quella sulla concorrenza del 1998, con il tentativo di dimostrare che tutti gli utenti di Facebook nel Regno Unito abbiano ricevuto un “prezzo ingiusto” nell’accedere al servizio e quindi andrebbero ricompensati.

Non è un mistero come dietro questa Class Action ci sia ancora il sostegno finanziario di Innsworth, uno dei maggiori finanziatori di contenziosi al mondo. La causa avrà luogo al Competition Appeal Tribunal di Londra, e potrebbe richiedere dai sei ai dodici mesi di tempo.

Mark Zuckerberg e il suo staff saranno quindi impegnati a rintuzzare questo nuovo attacco con matrice britannica. I guai comunque il “buon” Mark li ha anche a casa sua negli Stati Uniti, dove la Federal Trade Commission, col consenso di un giudice federale, porterà Meta in tribunale con l’accusa di aver violato le regole antitrust.

In questo caso per “condotta anticoncorrenziale”, se Meta dovesse perdere, sarebbe costretta a privarsi di uno o due dei suoi gioiellini di famiglia, quindi “cedere” Instagram o WhatsApp o, nella peggiore delle ipotesi, “entrambe”.

Ne vedremo delle belle…

Intanto a tutti coloro che su Facebook depositano “vita e opere” o a quelli che pensano ancora di “negare” consensi qui e là, con semplici post “copia e incolla”… il mio personale saluto!

😀

Immagine predefinita
Carletto Romeo
Presentatore radiofonico e televisivo, attore tv, cinema, teatro. Blogger e webmaster "autodidatta". Scrittore... da sempre! Ma non l'ha mai detto "pubblicamente" a nessuno! E... Mi raccomando! Anche tu che stai leggendo, non lo fare!

Lascia una risposta

Carletto Romeo