Prima il nemico esterno

Il prof. Gaetano Riggio esprime il suo parere sul clima scolastico e sulla discriminazione in atto per i docenti non ancora vaccinati.

Prima il nemico esterno, poi quello interno.

L’imperativo di stanare i NON vaccinati.


In un primo tempo, per compattare le popolazioni intorno ai loro governi in queste difficili circostanze della crisi pandemica, si è puntato a rivitalizzare in qualche modo il sentimento nazionale e il senso civico –

così obsoleti e impotenti però, quando (per fare un esempio) si tratta di porre sotto controllo pubblico lo strapotere delle multinazionali, di fare pagare le tasse agli evasori ricchi, di tutelare i lavoratori che muoiono nei luoghi di lavoro per il mancato rispetto delle norme sulla sicurezza, e così via -,

e incanalare paure e frustrazioni collettivi, per l’inefficienza dei governi che non è mancata e il cinismo di chi si è arricchito mentre la gente s’impoveriva, alimentando il sospetto su un nemico esterno (la Cina), che in ultima analisi sarebbe all’origine del disastro.

Si tratta dell’infallibile meccanismo del capro espiatorio che non ha avuto modo di dispiegarsi pienamente, ma è ancora attivo e presente – si veda la fake News recente di TGcom 24, riguardo a presunte ma inesistenti ammissioni del governo cinese a questo riguardo!

Ora è la volta del nemico interno, individuato nei non – vaccinati: se la situazione non migliora come si era ipotizzato – il che è strano e preoccupante, visto che la campagna vaccinale è comunque a uno stadio molto avanzato -,

la colpa sarebbe dei “nuovi renitenti alla chiamata” in questa metaforica guerra al virus: dei disertori che non si sono messi in fila davanti alle caserme sanitarie, per imbracciare la nuova arma del vaccino e andare al fronte come tutti gli altri.

Non importa se l’arma (mi riferisco ai vaccini) desta dubbi anche tra gli esperti, se a volte si inceppa invece di sparare, o esplode tra le mani di chi civicamente e militarmente è già in trincea.

Siccome siamo in guerra lo stato di diritto è virtualmente sospeso: non è gradita la critica, il dissenso, il disfattismo delle notizie delle rabbiose proteste di tanti francesi contro la tessera vaccinale di Macron, i dubbi legittimi di molti esperti sull’efficacia di una vaccinazione estesa a tutti.

Lo stato maggiore tecnico – sanitario – politico ha deciso la strategia della guerra, e tutti si devono “allineare”, anche se nutrono dubbi ragionevoli sulla sua efficacia. Proporre alternative, salvare lo Stato di diritto minacciato, è tradimento.

Basta andare a leggere il tono infamante della senatrice Ronzulli e di altri esperti contro l’assolutamente minoritaria percentuale di docenti e membri del personale scolastico non ancora vaccinati.

E’ da notare che non adducono fatti o statistiche epidemiologiche, per il semplice fatto che non esistono: gli alunni sono a rischio zero, e chi rischia veramente la vita è il docente che non finge di essere malato per starsene a casa, ma va comunque in aula a fare il suo lavoro.

Si limitano dunque la Ronzulli e gli altri “esperti” – invito a leggere qualcosa sui giornali – a calunniare ed infamare l’insegnate non vaccinato, o dicendo falsità o con la retorica del senso civico di cui il non vaccinato sarebbe privo.

Ora, riguardo a senso civico, i nostri parlamentari e politici farebbero più bella figura se si tagliassero la lingua da soli, e mi fermo. Se lo fanno, io mi taglio le vene.

Riguardo alla misura estrema dell’obbligo, mi limito al paragone con la tanto vituperata totalitaria Cina: sarebbe una scelta totalitaria e invasiva, dal dubbio successo, che viola l’intimità più intima del soggetto vivente, paragonabile alla politica cinese del figlio unico imposta con severa legge draconiana per tanti anni. Ma ovviamente, non c’entra il paragone, non sarebbe azzeccato, secondo il comune sguardo miope.

Eppure la logica è identica: un potere che si fa sempre più invasivo, che si insinua nella vita più intima di ogni singolo essere umano, che dunque perde ogni sacralità, soggetto a un controllo che non dà scampo.

Chi non si avvicina, fa una scelta che lo riguarda in modo esclusivo, che non danneggia chi si è già vaccinato. Ma pare che vogliono imporre di campare cent’anni!


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Carletto Romeo