Ti vergogni del tuo accento?

Ti vergogni del tuo accento? Provi a eliminare la tua cadenza, la tua inflessione dialettale calabrese, o non te ne curi?

Ti vergogni del tuo accento?


Ehi tu? Si tu, proprio tu! Ti vergogni del tuo accento calabrese? Della tua cadenza? Della tua inflessione dialettale?

Una domanda che voglio porre a tutti, visto e considerato che in ogni dove abbiamo “forse” questo complesso di inferiorità!

Che cosa sta blaterando questo qua?

Parlo con dati di fatto alla mano e, soprattutto, elementi di “vissuto” che ho registrato a caldo nel mio “disco fisso”, sia che si tratti di ambiente lavorativo in genere, sia di spettacolo, sia in maniera assoluta di ambiente televisivo, teatrale e cinematografico, quindi artistico in genere.

Personaggi calabresi che “devono” correggere il loro accento e la loro cadenza, perché ritenuti poco consoni al contesto, poco televisivi, poco… musicali!

Poi invece accendi ogni sera quella scatola denominata TV… E devi sorbirti gente che parla un DIALETTO, non una cadenza o un accento, no, parla un DIALETTO e questo stesso DIALETTO viene accettato da tutti, me escluso, come lingua… televisiva, teatrale e cinematografica.

Vuoi degli esempi? Ce ne sono a decine, a cominciare dai romani che ritengono il loro DIALETTO la lingua eletta, nel senso che lo parlano come se fosse normale, come se fosse ITALIANO, senza curarsi di essere comprensibili al resto del mondo e certamente senza avere il complesso che invece ogni calabrese prova, o deve gestire suo malgrado.

Vogliamo poi parlare dei fiorentini, del loro DIALETTO, con cui monopolizzano la RAI e a cui nessuno, tranne me, mai si sognerebbe di obiettare e di dire: “Perché non parli ITALIANO?”

Per non parlare dei bolognesi, con la loro cadenza e la loro pronuncia “dolce”…

I lombardi, i piemontesi, i liguri, i…

Ma avere una ESSE dolce, rispetto a una DURA… Rende un uomo migliore? Una persona migliore? Un attore migliore? Un artista migliore?

Avere una dizione perfetta, certamente è un buon biglietto di presentazione in ogni campo e in particolare in quello artistico e mediatico, ma io non mi riferisco certo a ciò!

Il mio disappunto è in generale sul modo nel quale tutta l’opinione pubblica sia piegata ad accettare di buon grado tutti gli accenti e le cadenze italiche, ad eccezione del CALABRESE.

Ti sei mai chiesto il perché?

Perché il romanesco può andar bene, il fiorentino e il veneto pure, e invece il calabrese NO?”

Cosa hanno tali dialetti in più?”

Chi ostenta sicurezza in fiorentino è un artista, mentre chi, anche se parla ITALIANO, ha la cadenza o una semplice inflessione calabrese, invece no?

Chi conduce una trasmissione interamente in romanesco è un anchor man migliore?

Chi dobbiamo “ringraziare” per questa situazione?

Con questo non voglio di certo dire che bisognerebbe parlare il dialetto, lungi da me, nelle mie esibizioni live o in studio io parlo la mia lingua che è l’ITALIANO!

Allo stesso tempo però nelle identiche circostanze non ho nessun problema a far emergere la mia cadenza, da cui la mia provenienza calabrese, anzi a volte è motivo di spunto anche qualcosa “detta” in dialetto.

Di certo NON me ne vergogno, dimmi poi perché dovrei vergognarmene?

Per caso noi calabresi abbiam qualcosa di cui vergognarci?

Personalmente penso proprio di no! E mi batto per questo!

E allora?

Perché in TV devo ancora sorbirmi personaggi che “spiccano” idiomi diversi dall’ITALIANO? Costoro, stanne certo, non si vergognano a parlare il proprio dialetto, non hanno tale problema perché a loro è concesso!

Ovviamente non parlo di uno sketch, una gag recitati in dialetto, ci mancherebbe pure, quelli son sacri! Non è per nulla sacro e nemmeno normale che si sostituisca l’ITALIANO con un dialetto nella conduzione di un programma TV.

Oppure, riformulo, se è concesso fare tale opera a fiorentini, campani, romani e milanesi… mi si dica perché NON è concesso ai calabresi?

Perché quindi tale disparità?

Trattasi soltanto di un fattore “musicale” o dobbiamo “finalmente” pensare ci sia altro dietro?

L’altro giorno ho avuto il piacere di condividere sul set di un film queste ed altre situazioni e, tutti coloro con cui ho parlato, un regista, un fonico, una cantante, tutti italiani e non calabresi, concordavano sul fatto che oggi alcune cadenze dialettali siano fortemente penalizzate, calabrese in primis.

Il dialetto calabrese quindi “serve” ai film “solo” se si parla di mafia…

Alla tv “solo” se si parla di inefficienze e malaffare.

Alla radio “solo” come “elemento di scherno” da prendere in giro o peggio.

Perché?

Perché un calabrese che parla e scrive italiano correttamente, non può avere le stesse chances di…

Oggi in TV sei bollato come razzista se non accetti il diverso… e devi quindi sorbirti la presentatrice straniera che non ne azzecca una in ITALIANO… OK!

Il cerebroleso che ogni sabato sera presenta Ivan Zazzzzzzzzzzzzzzarouniiiiiiiii… OK!

La Iena di colore che ti fa la morale… ma lingua ITALIANA questa sconosciuta! OK!

Il conduttore di “Propaganda Laiv” e suo “rampollo scarabocchioso” che… PONTIFICANO in stretto romanesco… OK!

Potrei continuare all’infinito… No meglio di no!!!

Per tutti vale sempre il POLITICAMENTE CORRETTO e guai a obiettare…

Gli unici che invece devono subire supinamente siamo noi calabresi!

Per noi tali regole non esistono, le porte della TV sono chiuse perché siamo “figli di un idioma minore” e il bello della faccenda è che a nessun calabrese, tranne me, viene in mente di porsi il problema, convinti sia pure “normale”.

Del resto tutti i calabresi che vanno via, acquisiscono in due secondi “magicamente” l’altrui idioma e non “difendono” mai il proprio, tranne casi limite. Da cui magari sorge il dubbio che abbiamo “noi stessi” delle responsabilità in merito alla questione.

Penso ci sia di fondo un vero problema e, esagerando magari, lo definisco… “razzismo idiomatico”!

Cosa ne pensi?

Ti vergogni del tuo accento? Provi spesso a eliminarlo?

Ti vergogni delle tue origini e le nascondi?

Non credi che invece sia giunto il momento di difendere il nostro “essere” e di smetterla con i luoghi comuni, di imporre la nostra sicurezza anche verbale a tutto il mondo, senza nascondere le nostre origini e il nostro accento?

COMPLESSO DI INFERIORITA’ o RAZZISMO?

O pensi “solo” che io sia impazzito?

Per le ragioni di cui sopra, per la rivalutazione della nostra lingua, che nel mio piccolo intendo perseguire, da oggi ho inaugurato una nuova rubrica che raccoglierà tutti i detti, le massime, i proverbi che in dialetto calabrese, anche “arcaico” a volte, i miei avi mi hanno tramandato.

Ho la fortuna di avere avuto tanti “esperti” nel settore, visto che ne facevano uso quotidiano: u massaru Giamba, don Pascali, donna Teresina, donna Cuncettina han fatto scuola ma, mi perdoneranno se la rubrica sarà intitolata a colui che tra tutti me ne ha detti e, soprattutto, messi in pratica di più…

Don Cicciu!


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Carletto Romeo
Presentatore radiofonico e televisivo, attore tv, cinema, teatro. Blogger e webmaster "autodidatta". Scrittore... da sempre! Ma non l'ha mai detto "pubblicamente" a nessuno! E... Mi raccomando! Anche tu che stai leggendo, non lo fare!

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