Malta – Appunti di Viaggio

Malta - Appunti di Viaggio. Note e pensieri sui trasferimenti e sulle mete visitate nell'arcipelago di Malta, data astrale "ottobre 2021".

Malta – Appunti di Viaggio – Ottobre 2021


Partenza da Siderno in macchina con Mitsy per raggiungere l’aeroporto di Catania dove ci attende il volo Ryan Air delle 15,30.

Compagno di viaggio il prode Gimenez, che non guida mai e che la notte prima ha sognato di beccare il Covid (non capisco perché io lo scriva con lettera maiuscola!), proprio nell’arcipelago del Mediterraneo.

Arrivati in perfetto orario, traghetto da Villa semivuoto e autostrada Me/Ct in condizioni pietose (“poi a Sa/Rc leva à furia”), eccoci intenti a parcheggiare la buona e paziente Mitsy, al parcheggio adibito alla sosta lunga.

Premesso che il giorno prima avevamo controllato tutto online e, testualmente in ogni dove, riportava: “Parcheggio P4 nuovo, aperto con 900 posti liberi a 3 piani”. Online… Di presenza giriamo in tondo Fontanarossa almeno 4 volte, trovando tutte le porte di accesso chiuse!

Nemmeno un cartello, solo una vigilessa (si può usare il femminile o è lesa maestà?) che… impietosita al vedere la povera Mitsy col capogiro, ci dice con timidezza, quasi vergognandosene, che il P4 NON è attivo da tempo, che ci sarebbero P5 e P6 ma saranno occupati a quest’ora e… non rimane che la scelta di un parcheggio privato…

“Caron non ti crucciare, vuolsi cosi colà dove si puote ciò che si vuole e di più non dimandare”.

Tradotto: “Tutto il mondo è paese e, Caronte (linea di traghetti stavolta), insegna!

Scegliamo il primo parking a tiro e lasciamo Mitsy “in letargo”, accompagnati in Van dal gentile addetto del parking, (vi prego non rivelategli che è stato scelto “casualmente”!)

Entrati finalmente nell’aeroporto Fontanarossa, ci dirigiamo alla zona partenze e… piccolo flashback, “mi ritorna in mente” tutto il tempo passato nei giorni precedenti a compilare il modulo dPLF personale.

Devi sapere che per portare il tuo deretano in giro per l’Europa, oltre al Green Pass e chiaramente alla carta d’imbarco del tuo volo, ti serve come il PANE, questo documento dPLF (acronimo di European Digital Passenger Locator Form – tradotto in italico: Modulo di localizzazione digitale dei passeggeri dell’UE).

Codesto lasciapassare, sembra di esser tornati al MEDIOEVO, si ottiene online con una procedura laboriosa direttamente da questo sito https://www.euplf.eu/it/eudplf-it/index.html

Ti verrà richiesta anche la dose giornaliera di cacca che hai fatto nelle ultime 2 settimane e… volente o nolente, devi rispondere a tutti i quesiti, presentando come biglietto da visita il tuo Green Pass e anticipando tutti quelli che saranno i tuoi spostamenti.

O così o… RESTI A CASA!

E dire che trattasi della procedura più “semplice” riguardante 2 paesi presenti nel gruppo C, ovvero Europa e annessi, visto che per gli altri Paesi, quelli caldi rossi o neri, le regole diventano ancora più restrittive!

Al check bagagli quindi, passiamo carichi di QR codes: uno per il Bording pass, uno per il Green pass e uno per il dPLF… ma ti rendi conto come siamo messi?

Cosa mai vista e mai sentita, suona l’allarme al passaggio sotto al Detector del forte Gimenez, scambiato “per un attimo”, per un noto trafficante internazionale di stupefacenti… WTF!

Passato indenne anche questo “equivoco”, eccoci al nostro amato gate (sta’ storia di parlare con termini anglofoni deve finire!)

Volo in perfetto orario, eccoci appena sotto il Boeing 737 e inizia a piovere e… piove come DIO comanda e… “à jetta chi cati” e… riparati dalla carlinga prima e accomodati ai nostri seggioloni poi, 21F e 21E i loro nomi, ecco il Diluvio Universale abbattersi su Catania e sul nostro povero aliante slittante.

Volo rimandato per circa 2 ore, il comandante con il solito e comprensibilissimo inglese, “da comandante” appunto, ci informa del fatto e ci dice pure che a Malta il cielo è sereno…

“Ma ‘ndi pigghji po’ culu? Puru sparti?”

Ore 17 si parte… o almeno credo, Gimenez asserisce questo: se c’è un posto dove dormo di brutto, quello è il sedile di un aeromobile… e il 21F non fa eccezioni!

Ore 17,50 arrivo a Malta, aeroporto Luqa, tempo bellissimo, inizio serata calda e un po’ ventosa.

Prendiamo il bus per raggiungere La Valletta, capitale maltese conosciuta in tutto il mondo, ed in particolare il centro di St. Julian dove si trova il nostro Hotel.

La prima reazione al posto nuovo è… la guida dei veicoli a destra (la marcia con la sinistra io non l’ho mai toccata) e relativa guida in strada sulla corsia sinistra… Molto “Great Britain” e lo sapevamo.

Hotel superiore alle attese, anche Gimenez, di solito molto stretto nei voti ai servizi, è prodigo di complimenti.

Prima uscita serale alla ricerca di “cibarie”… come sempre dobbiamo fare i conti con la stanchezza del viaggio, con la Fame atavica dopo le 21,00 fuso di Greenwich, e di conseguenza la scelta ricade su un ristorante appena sotto all’Hotel. “A fami esti brutta!”

Plachiamo i rispettivi appetiti finalmente, io con un ottimo Pollo e Patatine con la coppa (si dice così anche a Malta) e Gimenez con un Paninazzo (termine universale) con Patate e Salsa Bu (nome in codice), ben annaffiati da 2 pinte di una birretta rigorosamente indigena che risponde al nome di Cisk.

“Visto che siamo arrivati fino a qui” e… sinceramente per il 2021 con tutte le disgrazie mondiali, nemmeno ci speravamo in uno straccio di Vacanzina, allora dobbiamo “ringraziare e baciare per terra”, indi decidiamo di regalarci un dolce tipico, la scelta ricade su questo Festival di Panna, denominato “Cannolo Maltese”.

FINE primo episodio.


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Secondo giorno.

L’alba del secondo giorno a Malta è… rumorosa! Questo è il termine più amichevole che mi sento di usare nei confronti del mio fedele “compagno di merendine”.

Dovete sapere che mentre altri trovano ristoro “solo” nel sonno finale della notte/mattino (per capirci dalle 5 alle 9 am), altri individui già alle 6 di mattina sono “arzilli come grilli” (analogia e rima non cercati), e l’effetto finale in decibel è del tipo “alano in un negozio di bomboniere”!

Sorvolando su tali quisquilie mattutine, eccoci pronti a “divorare” tutto ciò che di commestibile ci viene elargito per colazione (ovviamente inclusa nel pacchetto).

Il tragitto dal 5° piano del nostro attico (è una balla ma fa figo) fino al pianterreno sede del buffet di colazione, è servito con ascensore doppio, dove per regola anti-covid, devi montar su la mascherina.

Anche davanti al buffet devi tenere la stessa, fino al tuo tavolo devi mantenerla e, finalmente, solo per ingerire il ben di DIO, puoi toglierla.
Commento dei Trettré (si scrive così?):
“A mmé! Me pari na strunzaaata!”

Gimenez è entusiasta della colazione continentale…
Io invece stavolta sono alquanto deluso: il caffé è na’ ciofeca e anche i dolci sono carenti. Chi se ne frega se ci sia abbondanza di salame, piselli, wurstel, bacon, uova strapazzate e altre cosucce “colesterolful”.

Io volevo “solo” una bella crostatina con marmellata di albicocche, un muffin alla ciliegia, una ciambella bianca e nera, uno yougurt alla fragola e per finire uno spicchio di Sacher Torte. Va bbuò…

Inizia intorno alle 9.22 il nostro primo giretto “turistico” per definizione.
Ci dirigiamo verso La Valletta e, fin da subito, luci del giorno amiche, ti rendi conto che la distanza che ci separa partendo da St. Julian è lunga, molto lunga.
Inutile iniziare a far maratone all’alba (chi ha viaggiato con me sa che ne sarei capace, povero lui) indi pizzichiamo il primo bus utile per il centro.

Sui bus sappi che ci sali “solo” dalla porta anteriore e fai conoscenza diretta col guidatore (“com’ennu i figghjioli, e a socera si ripigghjau?” insomma i soliti convenevoli che fai in vacanza).
Se mostri il biglietto o l’abbonamento oppure paghi cash or card… sali!
Altrimenti NON sali e… NON sali!

Si è capito che l’Italia non è riuscita a insegnare a Malta come salire free sui mezzi? Questi posti incivili che ti “costringono” a pagare i servizi! Io non lo so, che mondo!

Battute fredde a parte, ti accorgi come l’isola sia popolosa, ordinata, ricca e opulenta da una parte, operosa, pratica e funzionale dall’altra.
Il tratto che percorriamo in bus fino al centro di La Valletta è un lunghissimo “Lungomare”, scusandomi per la semiripetizione e per la reminiscenza marina a me cara.

Tutto preciso e accogliente per il turista e per l’indigeno.
A proposito di quest’ultimo, sottolineo una massiccia presenza di siciliani, catanesi in particolare, la cosa ovviamente non mi sorprende vista la vicinanza!

Anzi… A tal proposito voglio riportare un dialogo tra 2 coppie etero con cui abbiamo viaggiato, la prima delle quali diceva alla seconda: “certe sere da Catania per uscire a cena… veniamo in volo a Malta e rientriamo subito dopo” (con Ryan Air A/R a euro 19.90 posso capirlo!)

Dopo averti fatto capire che “spio” discorsi altrui in viaggio, torniamo alla nostra escursione artistico-cultural-esoterico-cognitiva…

“‘nzomma capiscisti!”…

Eccoci al centro storico famoso in tutto il mondo e dichiarato Patrimonio Unesco dell’Umanità. Noi armati di cartine, mappe e telefoni barra tablet che fanno foto e video (“chi scuperta!”) iniziamo a girovagare tra le viuzze e le strade antiche tipiche, tutti i palazzi imponenti col colore dominante crema e i balconi coperti e colorati vistosamente, denominati “gardjoli”.

I 7000 anni di storia de La Valletta sono qui davanti ai nostri occhi e sotto i nostri piedi (per l’occasione sfoggio una ipertecnica scarpa da trekking Dolomite, che finora tutto ha fatto tranne trekking (il buon Noel Loved giustamente borbotterà!).

Se poi per un attimo ti dovessi scocciare di star in mezzo a Cavalieri Templari e altre cosette archeologiche, sappi che ti basta voltarti indietro un attimo e… ritrovare sole, mare, amore (?) nello splendido Porto Grande.

Una posizione davvero spettacolare per La Valletta, immagina una lunga penisola che fa capolino sul Mediterraneo, protetta da un’antica cinta muraria e da spettacolari bastioni a picco sul mare.

Gimenez è al settimo cielo… Non crede ai suoi occhi…
“Non l’immaginavo così” confessa amabilmente e… si emoziona davanti l’incredibile Cattedrale di San Giovanni che raggiungiamo dopo numerosi saliscendi tra viuzze e scalinate infinite, con dislivello tipo 24%…

Dopo uno sforzo del genere, il nostro comune amico, deve tirare il fiato e… sfortuna delle sfortune, pizzichiamo la Cattedrale “giusto” il giorno in cui le stanno rifacendo il trucco e il parrucco… in pratica, del capolavoro barocco che custodisce le opere del Caravaggio, vediamo solo l’esterno, per l’esattezza solo le impalcature dei restauratori!

Lasciando al gentile lettore/ice il dubbio atroce se… in condizioni “normali” i nostri viandanti vi sarebbero entrati, a rimirar opere Caravaggesche ed affini…

Proseguiamo nel nostro peregrinare costeggiando la costa, guardando i gardjoli (quando ho l’occasione io gioco con le parole), e raggiungendo gli straordinari Upper Baracca Gardens che, come traduzione vuole, sono dei giardini pubblici situati in posizione panoramica.

Commento unico: “Wonderful!” E perché in inglese?

Eh già, care Peppine e cari Peppini all’ascolto, non ho ancora detto nulla sull’idioma isolano: è l’inglese la lingua più parlata, con il “catanese” che segue a ruota!
Scherzi a parte, a Malta si parla il Maltese, una lingua che mi ha colpito particolarmente… Mix strano tra arabo, siciliano e anche latino, non ti stupire di nulla, le influenze negli anni ci sono state tutte!

Ridendo e scherzando e esplorando e facendo milioni di foto “mosse”…
Eccoci giunti all’ora di pranzo: è il momento per riposar gambe e spirito, mandar giù un boccone, annaffiarlo con una piccola birretta Cisk, porre mano al telefono per ricordarsi di essere un individuo socialmente presente e, soprattutto, riaprire la cartina topografia (mi piace troppo il termine e, anche se è errato, lo uso comunque) per pianificare le conquiste del pomeriggio.

Incuranti del tempo minaccioso, ci avviamo verso la stazione bus dove ci attende il nr 52 che ci condurrà a M’dina.

Sotto la pensilina di attesa, complice il caldo diventato afoso, ecco un fresco refrigerio al quale partecipa anche un gentile Cicerone-involontario.

Questi in inglese-maltese mi illustra un po’ la citta vecchia che stiamo per visitare, mi dice che poi ci sarebbero anche tante spiagge che non possiamo perderci, ci augura buona permanenza e si congeda da noi, non prima di diventare anche un Bernacca-involontario, dicendo testualmente:

“A Malta non piove mai!”.

“Famous last words”… Dopo esattamente 12 minuti da questo beneaugurante saluto, ecco il primo spruzzo di pioggia. Fortunatamente siamo uomini di mondo e… gli uomini di mondo, non vanno nemmeno al gabinetto senza un k-way d’ordinanza!

Arriviamo al capolinea del 52, giusto alla nostra destinazione intermedia, la città di Rabat. Contrariamente a quanto tu possa pensare, accostandola alla capitale del Marocco, Rabat è invece il caposaldo cristiano dell’isola Maltese, prova inconfutabile sono le famose catacombe, in una delle quali addirittura riposano le ceneri di San Paolo.

Un grande ed imponente complesso di catacombe che assolutamente ti proietta agli albori del Cristianesimo nell’isola!

Per darci un tono… (in verità per ripararci dalla pioggia) con Gimenez, arzillo più che mai, decidiamo di far un giretto turistico-catacombiano in trenino!
Ebbene si… Una versione maltese (che copioni!) del trenino della nostra Gerace.

Noi felici di passare i 30 minuti di viaggetto al coperto e all’asciutto e… ecco invece il trenino che al posto dei sedili ha ora dei lavabi colmi d’acqua piovana e nella zona piedi, praticamente un laghetto!

Con solerzia quasi “svizzera”, i due gestori del trenino, marito e mogliera, o amici, o amanti o semplici soci in business, asciugano gli 8 mm di pioggia caduti negli ultimi 20 minuti e, accogliendoci in tedesco lei e in slavo lui, ci fanno accomodare nei posti migliori “lato catacomba”, per la modica cifra di “euri 6 each”.

Gimenez, mascherato per l’occasione, modello Tuareg, mi confessa testualmente: “Ma jeu non biju nenti”.
Effettivamente, non è la prima volta, questo uomo è sfortunato nella scelta del posto strategico per fotografare il mondo… Il mio fraterno commento è:
“Aspé che mo’ gira!”

Concluso il giretto ferroviario poliglotta, con kili di foto “molto mosse tendenti all’agitato”, eccoci riprendere pieno possesso degli arti inferiori, iniziando il breve percorso verso M’dina.
Qui non posso nasconderti le reali assonanze arabe del nome.

M’dina è l’antica capitale dell’isola, una piccola cittadella di origine medievale, un gioiello, con stile anche barocco e intricate stradine.
Spiccano nel suo centro storico la Cattedrale di San Paolo, il Palazzo Falson, la più antica casa nobiliare di Malta con all’interno i famosi arazzi fiamminghi, degli autentici capolavori.

Gimenez non perde occasione per… perdersi!
Poi impaziente come una moglie, ti chiama al telefono e lo ritrovi “perso” a rimirar costruzioni dall’assonanza familiare.

Una cosa che non ti scordi facilmente è camminare spensierato per le strade molto tranquille di M’dina, che non a caso è anche chiamata “la città silente”.
Che dire… Le foto possano tradurre e descriverti ciò che abbiamo provato sulla nostra pellaccia.

A malincuore lasciamo la città silente, nel frattempo anche Giove Pluvio ci ha dato una tregua, consentendoci di rimirar in lungo e in largo M’dina e Rabat.

Ripreso il bus di ritorno per La Valletta, riecco “la pioggia che non arriva mai a Malta” e che, per la legge dei grandi numeri o soprattutto dei vasi comunicanti, si riversa copiosa sulle nostre cabezas con abbondanti interessi, per rifarsi del tempo perduto in siccità e rimettersi in linea attuariale con la media annuale.

Da La Valletta, decidiamo di rientrare a St.Julian, home sweet home, dove Gimenez, mai sazio di attività sportive, decide di affondare i dispiaceri pluviali nella più calda e confortevole Piscina dell’Hotel (inclusa ovviamente nel pacchetto), con tanto di Bagno Turco, dove Egli è il Re, contrastato solo dal noto principe ereditario Finlandese, Kakku Skaranen…

Ma questa è un’altra storia!

FINE secondo episodio.


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Terzo giorno

Dopo una notte turbolenta trascorsa dai nostri eroi, uno a ronfare beatamente, l’altro a compilare “invano” moduli dPLF per il tragitto di ritorno a casa, (lascio al gentile lettore il dubbio su chi dei 2 abbia fatto cosa)…

Eccoci pronti di buon mattino a iniziare un nuovo tour e nuove inimitabili avventure…

Macché… Stai scherzando?!

Io, che praticamente considero l’alba fino alle 9,30 comprese, la mattina ho bisogno di “capire che il mondo esiste” e, senza una overdose di caffè forte e lungo, non voglio né aprire bocca né tanto meno sentir parlare anima viva…

Gimenez, che armeggia con le sue “cose” dalle 6,32am e, pimpante come una libellula, scende a far colazione, contatta una sedicente venditrice di tour dell’isola e torna in stanza, chiedendomi l’esito del dPLF fallito la sera prima almeno 128 volte…

Tra dormicchiare ancora e esplorare il mondo… decido per la seconda ma, ripeto ma, devo fare in 16 minuti quello che normalmente faccio in 2 ore: risveglio muscolare, sciacquo e risciacquo, colazione elefantiaca e se… se… se… perdonami, ma non mi viene il termine adatto!

Motivo dell’urgenza, è la partenza alle 09,16 del tour scelto dal “turista-fa-da-lui” Gimenez che, consigliato ad hoc dalla procacciatrice di origine palermitana, opta per un tour completo della durata di un giorno, con mete da raggiungere le isole di Gozo e di Comino.

Eccoci così alle 9,17 in punto appollaiati sul tetto panoramico del bus scoperto (non ti accorgi delle fesserie antitetiche che dici se non prima le leggi 😀 ) e, voilà madame et monsieur, il tour è servito con il tragitto che da St. Julian ci conduce al molo di Sliema, dove ad attenderci ecco la nostra motonave, seconda come stazza nella famiglia Supreme Cruises, dal nome esotico Jade.

Il tour giornaliero sarà un mix anfibio, con spostamenti di terra e di mare, con bus coperti e scoperti, piroscafi, jeep, scooter, monopattini e tappeti volanti.

Eliminando gli ultimi “4”, fantasia dello scrivente, saliamo per primi sulla nostra motonave, non senza aver passato indenni i controlli “anti-coso” (ho promesso che non lo nomino + e così farò, oh!).

Gimenez decide per un posto a sedere laterale, stavolta è armato di fotocamera e non vuol perdersi nemmeno un frame, io invece opto per un posticino tranquillo al centro della nave, dove al momento, non essendoci nessuno, posso anche sdraiarmi sulla panca e, soprattutto, liberare il mio faccino dalla mascherina.

Pronti, via, i motori, la brezza, i gabbiani, la costa maltese… non faccio testo se te lo dico, da uomo di mare quale sono, ma sono sensazioni per me uniche, rifocillanti l’animo e lo spirito e riconcilianti con questo mondo brutto, sporco e cattivo.

Nel primo tratto la nave costeggia la costa (ripetizione 😀 ) risalendo verso Nord l’isola e regalandoci le splendide immagini della baia di St. Paul prima e di Mellieha poi.

Gimenez, uomo spartano e senza fronzoli, sceglie per la giornata un look a dir poco minimalista… bermuda e crocs… ha intenzioni bellicose, volendo fare il bagnetto nei luoghi paradisiaci che ci attendono!

Io invece parto sempre col mio necessaire e mi adeguo alle condizioni in corso d’opera.

Dopo una oretta di navigazione ai 4 venti, lui: “Mi faci friddu” io: “Ccuppati”

La rotta è davvero uno spettacolo e, nei tempi previsti, arriviamo all’isola di Gozo dopo aver superato al largo l’isola di Comino, che ci attende al ritorno, non si muove da lì!

Sbarchiamo a Gozo con l’EMOZIONE delle grandi occasioni… qui ci capiranno soltanto alcuni dei nostri tantissimi amici, in particolare due tra di essi che, dal lontano 1998, si contendono un ambitissimo appellativo! 😀

Dal molo di Gozo, con un bus arriviamo alla capitale Victoria, posta sul cocuzzolo di una collinetta, dove finalmente possiamo iniziare a esplorare “a piedi” tutte le possibili mete turistiche.

Fra di esse assolutamente da non perdere è la Cittadella, una piccola fortezza nel bel mezzo della città, che ti rapisce per tutto il tempo e da cui vai via davvero a malincuore. Sarà sicuramente tra i siti papabili in futuro per divenire Patrimonio Unesco e onestamente ci chiediamo come mai non lo sia già.

Dalla Cittadella e i suoi panorami dominanti l’isola e l’arcipelago, scendiamo nuovamente al livello del mare e…

Volutamente, essendo le ore 14, ho tralasciato la descrizione del nostro brunch, a base di paninazzi locali e birretta Cisk… ma come posso descrivertelo questo momento, senza parlarti dell’ultima trovata del mio inseparabile compagno di viaggio?

Come posso dirti che prima di addentare le nostre pietanze succulente, da buoni cristiani desideriamo lavare le manine zozze da viaggiatori, usufruendo della toilette interna del locale scelto, quello bello coi tavolini messi al sole della piazzetta?

E infine come posso dirti che, al proprio turno di “lavaggio”, il prode Gimenez invece di entrare all’ingresso del locale di cui sopra… sbagliando porta si introduce, più o meno furtivamente, nella hall della Banca Centrale di Gozo e Comino, chiedendo: “sorry the toilet?”

Come potrei? 😉

Ritornati a bordo della nostra Jade, dove nel frattempo altri turisti si sono aggregati, ci prepariamo a salutare Gozo e iniziamo la seconda parte del tour, scendendo a Sud verso la nostra seconda meta, l’isola di Comino.

La più piccina tra le isole dell’arcipelago, quella praticamente disabitata, eccezion fatta per qualche resort e quella, naturalisticamente parlando, che offre motivi di goduria sotto tutti i punti di vista e in tutti i sensi.

Aria: fresca, pura e frizzante.

Acqua: cristallina, trasparente, dai colori cangianti dal turchese al blu intenso della famigerata Blue Lagoon.

Terra: aspra, rocciosa con ghirigori e disegni incredibili in ogni dove.

Mix: terra e acqua nella baia che divide Comino da Cominotto, più che un isolotto, quest’ultimo è uno scoglio circondato da un mare indescrivibile, da non sembrare reale.

Con Gimenez decidiamo di “utilizzare” la nostra ora d’aria su Comino, non più per fare il bagnetto, bensì per esplorare l’inesplorabile, provando a fare il periplo dell’isola (se noi lo facciamo a piedi si dice sempre periplo? boh!)

Davanti a noi, panorami mozzafiato, coste frastagliate che di netto crollano a picco sulle onde, piccole insenature raggiungibili solo dal mare, “buchi” naturali nelle rocce come fossero degli “occhi” molto discreti, nessun altro essere vivente ad eccezione di un paio di gabbiani e di 4 granchi maltesi (chi non conosce i granchi maltesi?).

Gimenez è euforico, la bellezza dell’universo gli ha fatto dimenticare il freddo, gli ha abbonato 2 anni di vita stressante e, come festeggiamento, decide per un gelato da consumare davanti a questa vista paradisiaca.

Su certi argomenti vorrei esimermi dal commentare…

Devo però farlo, davanti alla “rapina” subita dal mio collega di avventure:

€uro 8,50 per due ghiaccioli!

Tornati a ridosso del molo di fortuna della nostra Jade, devi sapere che in tali posti così selvaggi e naturalmente intatti, anche attraccare è un problema serio: pali di legno basculanti e passerelle scivolose di fortuna che a qualche turista oversize han fatto passare… “brutti 5 minuti” di vacanza.

Noi imperterriti e impavidi e im… decidi tu cosa, decidiamo di godere del suolo di Comino fino all’ultimo secondo, mettendoci a sedere sulla nuda roccia ad attendere gli altri turisti, anche per rendere ulteriore omaggio all’isola e rendere grazie all’Onnipotente per aver creato tali paradisi e, per ora, aver impedito al peggiore degli animali, di rovinarli… per ora!

Saliamo così per ultimi a bordo, non senza un certo magone, ritroviamo le rispettive posizioni dell’andata e… via alla rotta di rientro.

Tutti i viaggi, nella loro parte conclusiva, portano con se delle sensazioni diverse da quelle dell’inizio… l’adrenalina di veder un posto nuovo viene sostituita dalla consapevolezza di averlo visto.

Alla frenesia del mattino ora subentra la tranquillità del rientro pomeridiano, con un proprio giudizio sulle cose viste, confermando o smentendo le premesse.

Gimenez, obiettivamente poco vestito per un bordo di tramontana, decide giustamente di accucciarsi all’interno della cabina, rinunciando alla vista della costa e, soprattutto, al freddo assicurato.

Io, rimango tutto il tempo sopra coperta, un po’ perché non c’è gente, un po’ perché amo il “vento nei capelli” (“Dance with Wolves” docet), un po’ perché il tramonto in barca è…

Una delle 7 meraviglie del mondo.

AMEN!

Fine terzo episodio.


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QUARTO GIORNO

Ultimo giorno sul suolo maltese, il giorno della partenza, il giorno dei saluti e, si spera, non addii ma ARRIVEDERCI.

In sede di previsione con il forte Gimenez avevamo organizzato una “toccata-e-fuga”, pensando che bastasse sia per le cose imperdibili da vedere a Malta, sia per placare la fame di conoscenza da globetrotter, che anima tutti coloro che al primo posto nelle priorità dei piaceri della vita collocano il “VIAGGIO”.

Dopo un anno e mezzo in cui abbiamo dovuto rinunciare a “tutto”, viaggi compresi, abbiamo ritenuto sufficiente, almeno per ora, questa piccola escursione nell’arcipelago del Mediterraneo, e personalmente mi ritengo soddisfatto perché il mio obiettivo minimo è stato realizzato, avendo “toccato pitto” (si dice ancora?) in una nazione che mi mancava all’appello.

Poi se vogliamo… “L’appetito vien mangiando” e ovviamente entrambi abbiamo realizzato che i giorni sono stati pochi, soprattutto in considerazione del fatto che alcune mete avrebbero meritato una visita più approfondita.

Eccoci quindi a St. Julian nel cuore di La Valletta, a preparare il bagaglio a controllare il dPLF, senza il quale non si viaggia da e per l’Italia, e a verificare orari e coincidenze per il tragitto verso l’aeroporto.

Ma… ancora c’è da vivere l’ultima notte, l’ultima cena (recito un atto di dolore per la “Blasfemia” involontaria), l’ultima passeggiata al chiar di luna maltese.

Romantico come un Rodolfo Valentino uno…

Bisbetico come un turco in Terra Santa, l’altro…

Lascio come sempre il dubbio al cortese lettore su personaggi e interpreti…

Pronti, “profumosi” e “impomatati”, usciamo per un “un grand dîner” e la scelta ricade su un ristorante che già dall’esterno ci alletta non poco.

Gimenez ha tanta fame… Io anche di più e… Via con le rispettive pietanze a base di pesce questa volta. Per i curiosi, dell’ottimo salmone arrosto in letto di verdure!

Devo dire che a Malta si mangia discretamente bene.

Siamo di fronte certamente a menu che fanno i conti con i turisti e ovviamente bisogna considerare i vari livelli di ristorazione che un luogo turistico, appunto, ti mette a disposizione.

Carpaccio di salmone

Personalmente, dovunque io vada, non amo mangiare italiano.

Anzi è l’ultima “spiaggia” per me, preceduta addirittura dai fast food seriali, che nemmeno nomino in questa sede, e ho detto tutto!

Io provo a trovare posticini in cui si mangia “locale” tra intimi…

So che spesso è impossibile, ma di certo non inseguo l’italiano “medio”, anzi!

La pasta e la pizza me le “faccio” in Italia, solo da chi so io…

All’estero, come per tutto il resto, provo a verificare le cibarie dell’indigeno e se ciò è utopia (capita spesso), allora mi “butto” in un Pub, dove almeno la birra è OK e il cibo è il classico “piatto unico” continentale a base di carne o pesce, con le onnipresenti patatine.

Cena squisita e abbondante, sempre annaffiata da ottima birra, stavolta la scelta è una scura DOC… La “mia” GUINNESS. After diner è il momento di far 4 passi in direzione della zona più frequentata… Definirla movida sarebbe fuorviante per chi ci legge.

Tranquilli, parlo anche a nome di Gimenez, non siamo certo sta’ “sorta di viveur”, ma da uomini di Musica, abbiamo sempre la “voglia” di ascoltare, “sentire a pelle”, ciò che nei locali viene proposto…

Il lungomare a St Julian è davvero uno spettacolo, con le luci dei locali e degli hotel che si riflettono sull’acqua…

4 passi…

8 monopattini evitati…

16 battute di House Music percepite…

32… ragazzine, adulte e/o milf in minigonna incrociate…

Potrei continuare con proiezione geometrica ma… al 64…

Al 64, mi fermo visto che… trattasi di gocce di pioggia…

La proiezione geometrica non si ferma e se ne sai di ste cosucce MATHS… In pochi istanti ci troviamo sotto un violento acquazzone!

Ecco allora i nostri eroi, correre a ritroso verso l’hotel, inzuppati come pulcini, con le camicie grondanti acqua piovana e con la nuvoletta fantozziana che ci ruba la scena, mettendo la parola fine alla passeggiata e alla serata.

Arriva così il giorno della partenza verso casetta…

Di buon ora, il mattutino Gimenez ha già preparato tutto… Io invece ho solo voglia di dormire ancora, ma in considerazione che un volo Ryan Air ci attende e, vista la mole ed il tonnellaggio di documenti che ho dovuto preparare sia fisicamente che online per entrambe le tratte, sarà bene che mi sbrighi! E anche veloce!

Colazione al volo, borsa rossa al volo, lavaggio dentini al volo… Anche il resto al volo…

Siamo già a bordo del taxi che la “Portiera di fiducia” del nostro Hotel ci ha chiamato…

Pronti a partire? Ma anche no! Visto che il tassista non solo è di fiducia, ma è anche il “moroso” della Portiera e… quella mattina magari ha esagerato con la marmellata di prugne!

– “Signori un secondo solo che arrivo subito!”

Così come era arrivato, il “taxi driver”, lascia il van Ford in mezzo alla strada col motore acceso e noi due viandanti seduti dietro a verificare la collezione di “ciancianelle maltesi”presenti nell’abitacolo. (“ciancianelle” termine volgare indicante oggetti vari, ciondolanti e scroscianti)

Il secondo presto si trasforma in minuto, indi in quarto d’ora… La “consiergia” (“termine mio” che se vuoi ti presto), però è brava a tenerci compagnia e a far passare l’ennesimo secondo, minuto… mezz’ora!

– “Tranquilli l’aeroporto è vicino!”

Termninata la “seduta liberatoria”, salutata la morosa col bacetto d’ordinanza, ecco il nostro uomo alla guida, non prima di essersi scusato garbatamente coi suoi ansiosi clienti.

Nemmeno 15 minuti e siamo già all’ingresso partenze!

Il nostro ultimo sguardo maltese va al cielo TERSO… una giornata fantastica di SOLE attende l’arcipelago e noi, un po’ “stricati”, sorridiamo e… via verso il controllo passaporti, green pass, dPLF e affini.

Volo in perfetto orario, Gimenez col broncio perché per l’ennesima volta non gli ho prenotato il posto finestrino, 20 pagine di Wilbur Smith (REST IN PEACE) d’ordinanza e…

CATANIA FONTANAROSSA

Ragazzi, la vacanzina è finita, non ci resta che riprendere la buona vecchia Mitsy che ci attende al Parking e rientrare a Siderno… MA…

Ho scritto MA… Causio, che sarà successo?

Dopo un viaggio fuori Italia filato liscio come l’olio… Cosa deve accadere?

Ma nulla… Vero?

Vero! Se per “NULLA” intendi che in fila per uscire dall’aeroporto Fontanarossa ci sia tanta gente ad aspettare e soprattutto a borbottare!

Devi sapere che… per l’ordinanza xyz… del giorno abc… della regione a statuto speciale SICILIA, per tutti coloro che sbarcano, da qualunque posto del mondo, nonostante milioni di kili di carta e di pixel di visti, green pass, vaccini, dPLF e affini… sia richiesto OBBLIGATORIAMENTE… il tampone antigenico!

Gimenez mi guarda…

Io guardo Gimenez…

3 giorni in un paese straniero nemmeno un controllo e in Italia… invece!

Una transenna lì a due metri è… casualmente divaricata, non ci vedrebbe nessuno se… ma il nostro DOVERE ci chiama, la nostra MORALE è più alta del brivido della trasgressione e… mogi mogi, eccoci a far la fila, a farci “penetrare” la narice destra da uno sconosciuto (avrei preferito una donna sicula, ma…), ad attendere in fila per 6 col resto di due, il risultato!

Persa una oretta sotto una tenda militare, consolati solo dai ricordi freschi di Malta, La Valletta, Gozo e Comino, riceviamo il ROMPETE LE RIGHE e…

Ritrovata Mitsy, ripresa l’autostrada CT/ME, musica HOUSE a tutto volume e idee e propositi per la prossima vacanzina…

Siamo o no dei globetrotter?

Dimenticavo… Ciliegina sulla torta:

3 MEGA ARANCINI SULLA CARONTE…

“Caron, non ti crucciare: Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare” (Inferno, Canto III, 94-96, Virgilio a Caronte).

FINE


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Carletto Romeo
Presentatore radiofonico e televisivo, attore tv, cinema, teatro. Blogger e webmaster "autodidatta". Scrittore... da sempre! Ma non l'ha mai detto "pubblicamente" a nessuno! E... Mi raccomando! Anche tu che stai leggendo, non lo fare!

9 commenti

  1. Non vedo l’ora di leggere l’episodio successivo… Mito

  2. Carletto ed Andrea alla volta di Malta a passu i malutempu,senza parchwggiu e cu codici QR simu nui come fido e necessario compagno di viaggio…

  3. Bravo… mi prenoto già per il secondo episodio

  4. Amici, cosa sarebbe il mondo senza gli… AMICI?

  5. Fantastico .. grazie per avermi fatto viaggiare con la mente .. aspetto il 3 episodio

  6. Che tipi questi due che vanno a Malta nel mese di ottobre… secundu mia perdiru i sordi 🤣🤣🤣

  7. Come sempre anche il 3 episodio divorato .. con gli occhi e la mente !

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Carletto Romeo