Rivolta obbligo carta credito

Iniziativa di protesta come gesto di rivolta all'obbligo dell'uso delle carte di credito.

Rivolta obbligo carta credito


Iniziativa di protesta come gesto di rivolta all’obbligo dell’uso delle carte di credito.

L’Antico Caffè e Pasticceria Mangini di Genova non accetta più i pagamenti con le carte di credito, ma soltanto denaro contante.

“Non mi fermerò davanti alla prima multa”.

Sono le parole a caldo del proprietario Giacomo Rossignotti, che ha inaugurato da ieri il suo plateale “gesto di protesta”.

“Non è possibile in assoluto dover subire qualunque tipo di iniziativa senza poter reagire mai, siamo in uno stato in cui si impone un obbligo mentre un monopolista gestisce la rete delle carte.”

Dal 1º luglio dovrebbero scattare le sanzioni per coloro che rifiutano di accettare le carte di credito per tutte le transazioni, comprese quelle di importo minimo.

Anche per un pagamento inferiore all’euro, gli esercenti dovranno accettare i pagamenti virtuali, pena una multa che finora non era stata ancora ne quantificata ne mai attuata.

Le motivazioni del governo e ancora prima del parlamento europeo, vanno a toccare la lotta al sommerso e ai pagamenti in “nero”.

Ma se da una parte lo stato obbliga ad accettare la moneta “tracciabile”, dall’altra lo stesso stato “accetta” che banche o intermediari di ogni genere facciano i soldoni sulle commissioni sulla singola transazione che, bisogna sottolinearlo, non sono mai “leggere”.

Ecco allora l’appunto del titolare dell’Antico Caffé, giustificato dal fatto che finora si sia creato un vero monopolio di soggetti privati che si stanno arricchendo con le percentuali di ogni transazione che viene effettuata sui circuiti nazionali.

La protesta, secondo Rossignotti, finirà quando la bilancia sarà correttamente equilibrata, ovvero quando lo stato farà in modo che le carte e i pagamenti virtuali in genere saranno equiparati al contante, SENZA quindi alcun costo aggiuntivo per i gestori.

Come dargli torto?


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Carletto Romeo
Presentatore radiofonico e televisivo, attore tv, cinema, teatro. Blogger e webmaster "autodidatta". Scrittore... da sempre! Ma non l'ha mai detto "pubblicamente" a nessuno! E... Mi raccomando! Anche tu che stai leggendo, non lo fare!

2 commenti

  1. Aggiungerei che il vero pericolo è la virtualizzazione della proprietà monetaria, che è parte essenziale di ciò che è “mio” e “tuo”: accadrà che ciò che è mio, non sarà di fatto più nella mia immediata disponibilità, ma custodito e erogato da altri, da un oligopolio di istituzioni bancarie e finanziarie, che troveranno mille scuse e giustificazioni per limitare o violare la proprietà.

    Scandaloso è stato il congelamento di beni legittimamente posseduti, nelle istituzioni finanziarie occidentali, in seguito alle sanzioni, da cittadini russi definiti oligarchi, come se un Berlusconi o un Gates o un Soros non fossero a loro volta oligarchi allo stato puro.

    Nessuno sarà più al sicuro: la virtualizzazione è l’anticamera dell’esproprio.

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Carletto Romeo