Non aprire quella porta D3

Rocambolesca uscita dal parcheggio custodito dell'aeroporto di Lamezia Terme con tanto di randellata della sbarra evitata per miracolo

Viaggio perfetto per 3 giorni poi…

Sbarchi a Lamezia Terme in aeroporto alle 00.15 e vai a riprendere la macchina lasciata al parcheggio custodito a pagamento: il settore D3 non è servito da “anima viva” bensì da cassa automatica.

Inserisci biglietto. Totale euro 35. Provi con carta di credito ma non la riceve. Provi in contanti e non riceve le nuove banconote da 10 euro. Fai di tutto per “cambiare” l’argent e finalmente ricevi il tuo amato e sospirato biglietto, nonché la ricevuta di pagamento.

La macchina in maniera quasi intimidatoria ti dice: “tempo max per uscire 20 minuti”.

Non capisci, ma procedi speditamente con trolley al seguito verso Mitsy (per i non addetti, è il nick-name del pick-up che mi sopporta da diversi anni).

Trovata finalmente una uscita, rigorosamente senza anima viva, un altro robot sulla sinistra ti invita dolcemente e “metallicamente” ad inserire il biglietto e tu… come un automa, esegui senza pensare.

Riconosciuto il ticket, la stessa voce metallica del robot ti saluta e ti augura buon viaggio.

Per un attimo ti “balena” in zucca qualche scena futuristica di “Blade Runner”, che da bambino ti ha fatto immaginare come potesse essere il futuro con le “macchine” al tuo fianco…

Non hai nemmeno il tempo di cambiare film, magari “Terminator”, che…

Nel medesimo istante la barra si alza, tu ingrani la prima e…

ZACCHETE!!!

La sbarra dopo nemmeno 2,4 secondi (leggasi duevirgolaquattro) si riabbassa a mo’ di ghigliottina.

Nonostante l’ora tarda, in viaggio dalle 16.30, un e-book divorato e tanto sonno arretrato, hai la prontezza di riflessi per frenare e inserire al volo la marcia indietro, per sottrarti, “per un pelo”, ad una sberla sul tetto di Mitsy.

Ti chiedi se è uno scherzo?!

Non c’è anima viva.

Il robot addirittura ti sfotte richiedendoti il biglietto.

Sto sognando?

No, non sto sognando! Sento la pioggia cadere, è reale!

Che fare? Sul robot trovi una scritta “info” e un tasto da premere. Ma sai bene che servirebbe solo in orario diurno.

Niente da fare! Sei chiuso “prigioniero” in un parcheggio senza via di fuga chissà per quanto.

Come un sopravvissuto in mezzo ad un deserto di macchine morte, è ovvia la pensata a “2022 – I sopravvissuti”, ma se non sei un CINEFILO come me, a te non ti dirà nulla, mi spiace!

Unica compagnia fedele, Mitsy e, con lei, la compilation House di Discoman.

Dopo 12 “giri di campo” trovi, al polo opposto del parcheggio, una casetta illuminata con 2 operatori intenti a chiudere bottega.

“Meno male”, pensi, “l’UOMO, ancora, non è stato sostituito del tutto dalle macchine!”

Spieghi l’accaduto con tanto di scontrino e loro con fare incredulo e con marcato accento catanzarese (in altre occasioni motivo di ilarità e di risata, ho detto in altre occasioni!), ci mettono 16 minuti a controllare computer, casse automatiche, robot, sbarra ghigliottina e…

Finalmente mi indirizzano verso una uscita… MANUALE.

Ora dico:

E’ vero che Mitsy non e’ una Ferrari…

E’ vero che il tempo è denaro…

E’ vero che forse trattasi di deterrente per i furbetti che con uno scontrino escono in 3!

Ma dopo 35 euro spesi, le randellate in testa come gadget non le desidero!

E se non avessi trovato i 2 operatori?

P.S. Sul resto del viaggio nulla da dire, visto che tutto è filato liscio come da copione, ma a chi lascia la vettura a Lamezia Terme aeroporto, al parcheggio custodito a pagamento:

SCONSIGLIO VIVAMENTE LA PORTA D3!


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Carletto Romeo
Presentatore radiofonico e televisivo, attore tv, cinema, teatro. Blogger e webmaster "autodidatta". Scrittore... da sempre! Ma non l'ha mai detto "pubblicamente" a nessuno! E... Mi raccomando! Anche tu che stai leggendo, non lo fare!

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