L’amore arriva d’autunno

Ciao, sono PiccolaFlò, vivo in Calabria, per l’esattezza lungo la Costa dei Gelsomini. Durante il periodo estivo è un posto molto bello e anche pieno di gente che rientra a casa per ritrovarsi con parenti e amici, per mangiare bene, uscire in piazza, bere qualcosa e parlare del più e del meno, facendo programmi su serate e sagre varie, salvo poi decidere sempre in base al mood della serata, che spesso si risolve in un trend votato al “relax e al mi rincrisciu”. Così, nonostante le mille cose da fare, tutte concentrate negli stessi identici giorni, si finisce col non prendere la macchina e restare al proprio paesello, salvo eccezioni varie, o grandi uscite di gruppo, ma ne deve proprio valere la pena. Dopo ogni Agosto c’è però chi “resta”, c’è sempre qualcuno che “chiude la spiaggia”, porta via gli ultimi ombrelloni, qualcuno che non si sposta dalla provincia, che non riesce a vivere in città o ha trovato qui le proprie ragioni ed il proprio equilibrio. E allora si inventa o cerca di reinventarsi e lentamente affronterà i mesi d’autunno e poi d’inverno, ognuno a modo suo.


L’amore arriva d’autunno

Vi è mai capitato di prendervi delle cotte grandi come falò d’estate ma poi di innamorarvi del vicino di casa in inverno?

Il primo consiglio di PiccolaFlò: se sei una donna, che vive d’inverno lungo la Costa dei Gelsomini, sarà meglio che tu ti iscriva in palestra, per combattere la noia ed evitare di cominciare, sin dal primo cambio di orario, con la crema alla nocciola o al cioccolato (ad esempio, la crema “Pan di stelle”, ve la consiglio, è davvero supergolosa!), arrivando alla prima prova costume completamente fuori forma e disperate!

Giunge l’autunno e si combatte la noia, ognuno come meglio crede.

Ricetta di resistenza alla noia post-estiva.

INGREDIENTI:

3 ottime amiche, con te fanno 4, un numero assolutamente perfetto;

1 auto da condividere, possibilmente bianca, possibilmente “vintage”, di almeno una decina di anni fa;

1 look d’”acchiappo (ve lo spiego dopo il “look d’acchiappo”);

Musica Q.B., che gira in loop nello stereo datato (di quelli che sul più bello fanno saltare il cd);

Una manciata di soldi presi dalla “cassa comune”;

Un pizzico di autoironia e tanta complicità.

PROCEDIMENTO:

Prima di uscire di casa, sgranocchiare qualcosa per non farsi venire una fame esagerata, passando per delle affamate croniche e sembrare delle cavallette impazzite.

Darsi un appuntamento ed uscire con la macchina bianca a prendere le altre, dalla più puntuale alla più ritardataria.

Possibilmente, valutate il potenziale look delle altre, per non vestirsi tutte allo stesso modo, da “banda organizzata”, anzi, caratterizzarsi singolarmente il più possibile, differenziandosi e valorizzandosi il giusto.

Parola chiave del look d’acchiappo: essere “stilose” ma mai volgari, senza esagerare.

Una volta riunito il gruppo delle “fantastiche 4”, inserire il cd di turno e partire con prudenza ma allegrezza lungo la costa.

Vi racconto la serata

Le luci saranno brillanti, il buio arriverà prima, il cielo diventerà fresco, le ragazze saranno un po’ annoiate, un po’ elettriche, dipenderà dal carattere e dall’età. Saranno comunque insieme, pronte a trascorrere una serata all’insegna del “divertimento”. Cominceranno un po’ gasate, sceglieranno un localino, faranno commenti sulle calze, le scarpe, il reggiseno nuovo, il vestito corto, i capelli e le unghie rifatte. Dispenseranno consigli sulla miglior estetista, sul parrucchiere più economico. Mentre sfrecceranno lungo la Nazionale, ben intenzionate a non farsi rovinare la serata dalla prima frescura autunnale.

Dopo essere arrivate nel locale prescelto ed aver realizzato che non vi è neppure un ragazzo/uomo interessante nei paraggi, mangeranno la loro pizza, il loro panino, patatine o meno, dolcetto o meno. Decideranno quindi di spostarsi in un altro locale, per il dessert o qualcosa da bere e lì forse incontreranno qualche altro maschio ma… troppo piccolo, troppo grande, troppo impegnato, troppo bello, troppo gay, troppo insignificante.

A quel punto, spento il “radar uomini”, getteranno l’ancora e faranno il punto della situazione, circa il periodo noioso, raccontando l’ultima “news”, ad esempio, sull’ex di cui non importa loro più nulla ma che fa, col gruppo, comunque notizia di cui spettegolare.

Alla fine, dopo tante chiacchiere e lo spirito stanco, decisamente annoiate, si rientra a casa, ci si saluta, ci si bacia, si commentano le calze smagliate, che pochi euro valgono, e ci si dà appuntamento al caffè di domani pomeriggio, solita ora, solito bar, soliti vecchietti.

Ognuno ritorna alla propria casa, stanza, bagno. Ci si strucca, ci si prepara per la notte e ci si mette a letto, circondate dai peluche (i gatti o il cane ne sono soltanto l’evoluzione “vivente”). E con il cellulare alla mano si finisce per scandagliare tutti i social alla ricerca di quel non so che… La noia sta prendendo il sopravvento e ci si sente un po’ giù, nonostante ci sia sempre il gruppo delle “ragazze” che ti vogliono bene e ti accettano così come sei, come se fossero sorelle.

… IL GIORNO DOPO:

Alzandosi di buon mattino si porta a spasso il cane, si fa il giro, del giornalaio, del bar, della piazza, del fruttivendolo, del piccolo supermercato, del mare, della Chiesa, dei vecchietti, dell’ufficio postale, della nonna… insomma, si saluta tutti e si comincia la solita routine. Se sei fortunato lavori a poca distanza da dove abiti e nonostante la ripetitività della cosa, ti senti anche piuttosto bene, oggi è già venerdì.

Poi giri l’angolo, vai a sbattere, tu tamponi e vieni tamponato a tua volta, scendi, sbraiti e gesticoli e tutto il sorriso del buon cittadino e del giorno perfetto da fine settimana di “The Truman Show” va a farsi strabenedire. Ma… ma… ma… Ti hanno tamponato e… che fortuna!

E chi l’avrebbe mai conosciuto, questo Adone, altrimenti? Ma da dove salta fuori, ma chi è? Ma non sei un abitante della piazza, ma allora da quale pianeta ti hanno scaraventato fino a qui, che sì, così mi sembra mentre parli, che non sei “tamarro” come gli altri, non sei del posto, parli vagamente con un accento di fuori, insomma… sei la “novità” assoluta, come il vestito comprato a 200 km di distanza (che poi ha la stessa marca in tutta Italia).

Ecco, svelato presto l’arcano, “Piacere, Peppe”, (non Giuseppe), allora sei di qua, ti ha appena salutato uno. “Piacere Rosa”, (PiccolaFlò mi sembrava troppo misterioso, Rosetta, troppo provinciale e Rosy, mi sembrava troppo!). “Scusa, non ho fatto in tempo a frenare, facciamo tutto senza chiamare nessuno, in maniera amichevole. Sei d’accordo?”, “Sì, certo che sono d’accordo”. “Ti va un caffè?”, “Perché no”, meglio riprendersi un attimo dallo spavento. “Ma tu chi sei? Ah, vieni da Milano ma quindi sei il nipote di Cettina, certo che me la ricordo tua nonna, era la sarta più brava del paese. Sei venuto a sbrigare delle pratiche di famiglia, ah capisco, e quanto resti, ah già dopodomani riparti, certo, tu lavorerai, sicuramente, e troppe ferie non te le danno mica in città, sì capisco, io invece abito qui… E qui che faccio? Tutto l’anno? Sì, lo so, è la morte sociale ma qualcosa da fare, se ti impegni, la trovi anche qui. E poi c’è il mare e poi c’è… e poi c’è il mare”…

Vi è mai capitato, improvvisamente, che arrivasse l’amore in autunno, inaspettatamente, così, immediato ma leggero, vagamente malinconico come le foglie che cadono silenziose? Tutta la magia dura il tempo di quella caduta ma mentre la foglia plana brilla di un sole ancora vagamente caldo, il sole di un’estate che fu, il sole del tramonto. Una sera di ottobre mi sono girata a guardare le stelle e ne ho incontrate altre due, proprio davanti a me, che mi davano il bacio più bello della storia! Ma quello succedeva a vent’anni e ora che ne ho un po’ di più…

Sì, ragazze, lo so, ve l’ho raccontato già, mille volte. Mi ripeto, forse l’età, la noia, chi lo sa… Allunga un’altra fetta di pane e prendi il Pan di Stelle, per piacere. Ora mangiamo e domani ci pensiamo. Forse la palestra farà miracoli. Forse il destino pure. Intanto io ho la ricetta contro la noia post-estiva e siamo noi, noi quattro, le ragazze di ieri e le ragazze di oggi, insomma, le amiche!

Saluti da PiccolaFlò 😉


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Daniela Rullo

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Carletto Romeo